Le Chiese della Parrocchia - La Chiesetta del Munastè

E’ ubicata all’interno del grande cortile detto il Monasterolo, di origini antichissime. L’attuale chiesa è stata edificata tra il 1745 ed il 1748, a cura e spese del proprietario di allora, il conte Antonio Simonetta. Fu benedetta il 21 giugno 1748 dal Vicario foraneo della Pieve di Nerviano, don Ferdinando Crivelli, per delega dell’arcivescovo Cardinale Giuseppe Pozzobonelli. E' dedicata alla Beata Vergine Maria Immacolata e la festa patronale viene celebrata l’ 8 dicembre, nel giorno della celebrazione liturgica della Immacolata Concezione di Maria Santissima.

La cappella è a pianta rettangolare, ad unica navata in due campi sagomati sia all’esterno che all’interno. La facciata, di stile semplice e pur con qualche segno stilistico e piccoli fregi e modanature tipicamente settecenteschi, presenta un unico portale di ingresso, sormontato da un ampio finestrone, il tutto coronato da un timpano triangolare.

Altre due finestre ampie vi sono nella parte alta di ciascuna delle pareti laterali. L’altare, in piccolo presbiterio separato da balaustre, è addossato al muro di fondo e sormontato da una tela di autore ignoto, ma di qualche pregio stilistico, risalente alla prima metà del Settecento e riproducente la figura di Maria Santissima con in braccio il Bambino e con una falce di luna a sorreggerla. Vi è a lato un piccolo locale ad uso sacrestia ed un piccolo campanile con una campana.

Notizie di una cappella dedicata a S. Maria, in quella località che fu un piccolo monastero di monache, forse agostiniane, fra il XIII ed il XV secolo, si hanno fin dal secolo IX (Monastero di Santa Maria de Cornate). Non si può dire con certezza se la cappella antica, che si trovava al centro dell’attuale cortile e che fu demolita nel 1745, fosse il medesimo edificio risalente ai più antichi secoli citati.



Dalle succinte descrizioni cinquecentesche, tratte dagli atti di visite pastorali, tuttavia, tale cappella può essere fatta risalire con una certa sicurezza almeno al XIII secolo. Essa viene descritta come cadente fin dal 1740. Il proprietario della tenuta agricola e della cascina detta Monasterolo - il citato conte Simonetta - fece ampliare il cortile antico e ricostruire la cappella nuova alla estremità est del cortile ampliato.

A servizio religioso degli abitanti del luogo, un tempo isolato dal centro di Vanzago, dal ‘500 fino a quasi tutto il ‘700 nella cappella vi fu la celebrazione quotidiana della S. Messa, per legato degli antichi proprietari Simonetta.

A partire dall’Ottocento i ritmi di celebrazioni furono sempre più rarefatti, fino alle poche celebrazioni annuali ancora in uso ai tempi nostri.

L’affezione dei terrieri di Monasterolo per quella cappella è di lunga e duratura tradizione; anche in regime di vendita frazionata della cascina, avvenuta negli anni ’20 del XX secolo, i "condomini" di Monasterolo hanno curato - sotto la sorveglianza parrocchiale - la "loro" chiesa, ritenuta quasi il simbolo unificante del Rione.

Negli anni ’80 un comitato di residenti ripristinò i festeggiamenti - anche esteriori - per la festa patronale della Immacolata Concezione (8 dicembre), curò la raccolta di fondi ed il restauro della chiesa e del bel quadro ad olio su tela, settecentesco, posto a pala dell’altare. Il comitato promosse e sponsorizzò anche l’edizione di una storia della chiesa e del loro Rione.

Fonte: Cd-rom "Vanzago dal 1970 al 2000", © Vanzago Multimediale