Il Consiglio Parrocchiale Parrocchiale, in una corretta visione ecclesiologica, ha un duplice fondamentale significato: da una parte rappresenta l' immagine della fraternità e della comunione della comunità parrocchiale intera di cui è espressione in tutte le componenti;
dall'altra costituisce lo strumento della decisione comune pastorale, dove il ministero della presidenza proprio del parroco e la corresponsabilità di tutti i fedeli devono trovare una sintesi. (47 Sinodo diocesano, cost. 147, par. 2)
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale, dunque, è un importante strumento, non l'esclusivo, dato oggi alla comunità cristiana per favorire la comunione e la collaborazione tra le diverse realtà ecclesiali e per renderle corresponsabili
della vita e della missione della Chiesa.
Membri di diritto:
don Antonino Martelozzo (parroco), don Luigi Teodoro Lazzati (assistente spirituale per la Pastorale Giovanile Oratorio San Giuseppe), don Giuseppe Sala (coadiutore), suore Fondazione Ferrario, Paola Airaghi (presidente Azione Cattolica).
La vita e l'azione pastorale della comunità, inoltre, non possono essere lasciate al caso, devono invece essere aiutate anche da un Piano Pastorale Parrocchiale che interpreti i reali bisogni della parrocchia stessa,
affinché venga favorita la crescita di tutti i fedeli, nella valorizzazione dei carismi di ciascuno. Il compito di preparare, aggiornare ed applicare il progetto pastorale spetta al Consiglio Pastorale Parrocchiale.
Il progetto pastorale inoltre costituisce il contesto entro cui si inseriscono le decisioni relative agli aspetti economici della parrocchia, di competenza del Consiglio per gli affari economici (CAEP).
Compiti e modalità di lavoro dei due Consigli
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale
Compito primario del Consiglio Pastorale Parrocchiale è quello di operare affinché vi sia la crescita di un'autentica comunione ecclesiale all'interno della parrocchia, prestando attenzione anche ai non credenti e ai credenti che hanno
abbandonato o affievolito la pratica cristiana.
Ogni anno il Consiglio Pastorale Parrocchiale stabilisce un programma concreto di azione pastorale in accordo con le linee fondamentali disposte dalla Chiesa universale, dalla diocesi e dal decanato.
L'attività del Consiglio Pastorale Parrocchiale si esplica in due momenti: presiedere e consigliare.
Il ministero della presidenza viene esercitato dal parroco che ha il compito di fungere da guida in tutte le attività della parrocchia e sopratutto nei tre ministeri fondamentali: la celebrazione dei Sacramenti, l'annuncio della Parola e testimonianza della carità.
Spetta al parroco:
- convocare il consiglio
- stabilire l'ordine del giorno
- rendere esecutive le decisioni prese dal consiglio, da lui approvate.
Il Consiglio Pastorale a sua volta è occasione di confronto fra le differenti posizioni, per giungere a formulare dei consigli proposti al parroco perché ne prenda coscienza e possa decidere per il bene della comunità intera,
coniugando la fedeltà alla sua responsabilità di pastore, con la fiducia dovuta al Consiglio stesso.
Il Consiglio Pastorale viene convocato dal parroco almeno ogni due mesi; le sessioni sono pubbliche, perciò ad esse possono assistere, senza diritto di parola, i parrocchiani che lo desiderano.
Esso esprime la collaborazione responsabile dei fedeli nella gestione amministrativa della parrocchia. In particolare :
- aiuta il parroco a predisporre il bilancio preventivo dell'amministrazione della parrocchia;
- stabilisce la quota delle entrate del bilancio della parrocchia da destinare alle attività caritative;
- approva il rendiconto consuntivo generale;
- cura e rende conto al Consiglio Pastorale la situazione economica della parrocchia.
Presidente del Consiglio per gli affari economici: è il parroco che decide per la sua convocazione così come per l'ordine del giorno.
Il Consiglio per gli affari economici si riunisce almeno tre volte l'anno; le sessioni non sono pubbliche.